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Il taccuino

Come si gioca a subbuteo: le regole spiegate da zero

Se hai una scatola di subbuteo in casa e non sai da che parte cominciare, la buona notizia è che le regole vere sono pochissime. Una partita ufficiale dura due tempi da 15 minuti, la pallina misura 2,2 cm di diametro e le miniature, base compresa, stanno fra 2,7 e 3,9 cm. Il resto — cioè come si gioca a subbuteo davvero — sta in un principio solo, che nessun libretto di istruzioni mette in prima pagina.

Il principio è questo: chi difende non può muovere nulla finché chi attacca non ha colpito la pallina. Sembra un dettaglio da regolamento. È invece la colonna portante di tutto il gioco, e appena lo capisci le altre regole smettono di sembrare arbitrarie: esistono tutte per proteggere l’azione di chi attacca. Il subbuteo non è un gioco di forza, è un gioco in cui l’azione non te la può rovinare l’avversario. Puoi solo perderla da solo.

Non è un’interpretazione da appassionato. È il modo in cui la disciplina è codificata dalla FISTF, la federazione internazionale nata il 16 giugno 1992 ad Amburgo, che dal 1993 organizza i campionati del mondo in sei categorie: open, veterani, under 19, under 15, under 12 e ladies. In Italia il riferimento è la FISCT, che organizza campionati individuali e a squadre, Coppa Italia e Supercoppa, e manda le nazionali azzurre ai mondiali.

Che cosa serve, e perché ogni pezzo conta

Prima delle regole, il materiale. Non perché serva comprare tutto, ma perché ogni pezzo è fatto come è fatto per una ragione precisa.

  • Il campo. Il panno verde classico misura circa 140 × 91 cm, con le linee bianche dipinte e — questa è la linea che cambia il gioco — una linea di tiro curva davanti a ciascuna area.
  • Le miniature. Undici per squadra, ciascuna montata su una base a cupola zavorrata. La cupola è il motivo per cui la miniatura oscilla quando la colpisci invece di volare via: è una specie di sospensione.
  • La pallina. Un pallino da 2,2 cm, sproporzionato rispetto alle miniature. È voluto: una pallina in scala sarebbe ingovernabile.
  • Le porte e i portieri. Ogni portiere è fissato a un’asta rigida che esce da dietro la porta. Non si tocca con le dita: si manovra da fuori, con una mano sola.

Una nota che vale più di mezzo regolamento: la superficie decide la partita. Un panno teso e pulito restituisce tiri prevedibili; un panno con una piega o appoggiato su una tovaglia trasforma ogni passaggio in una lotteria, e passerai la serata a chiederti perché non ti riesce niente. Prima di dare la colpa alla tecnica, stira il campo.

Campo di panno verde con le miniature sulle basi a cupola, la pallina e il portiere sull’asta dietro la porta

Come si gioca a subbuteo: il tocco, i tre tocchi e l’alternanza

Si comincia dal gesto, ed è l’unica cosa che va imparata con le dita e non con la testa. Si colpisce la base, mai la figura. L’unghia dell’indice o del medio parte da sotto il pollice e scatta contro il bordo della cupola. La miniatura parte, oscilla e si raddrizza. Se tocchi la figura dall’alto, o se appoggi il pollice sul campo per fare leva, quello non è un tiro valido.

Poi c’è il turno, ed è qui che il subbuteo si separa da qualunque altro gioco da tavolo. Continui a giocare finché la tua miniatura tocca la pallina. Il turno non passa a tempo né a numero di mosse: passa nel momento in cui sbagli il contatto. Un giocatore bravo può attraversare mezzo campo senza che l’avversario tocchi niente.

Con due limiti, che sono il cuore del regolamento sportivo:

  • Massimo tre tocchi consecutivi con la stessa miniatura. Al quarto contatto deve intervenire un’altra miniatura. Tradotto: non puoi portare la pallina in porta con un solo giocatore, sei obbligato a passare.
  • Il difensore ha diritto a una mossa dopo ogni tuo tocco riuscito, e solo dopo. Prima non si muove nessuno. È la regola madre di cui sopra: la difesa reagisce, non anticipa.

Queste due righe fanno tutto il lavoro. Il limite dei tre tocchi obbliga a costruire un gioco corale, l’alternanza garantisce che nessuno possa spazzare via la tua azione mentre la stai preparando. È il motivo per cui una partita fra due che sanno giocare somiglia al calcio e non al bowling.

La linea di tiro: perché non si segna da centrocampo

Questa è la regola che i nuovi arrivati scoprono nel modo peggiore, cioè dopo aver segnato un gol che poi viene annullato. Per tirare in porta la pallina deve aver superato per intero la linea di tiro, quella curva davanti all’area. Finché la pallina sta prima di quella linea, puoi passare, spostare, appoggiare — ma non tirare.

Sembra una limitazione e invece è quello che rende il gioco interessante. Senza la linea di tiro, la strategia ottimale sarebbe piazzare una miniatura a centrocampo e cannoneggiare tutta la partita. Con la linea di tiro sei costretto a entrare in area, cioè ad avvicinarti alla difesa avversaria, cioè a rischiare. La regola non toglie possibilità: crea la tensione.

Il fuorigioco esiste, e si chiama a voce

Sì, nel calcio da tavolo c’è il fuorigioco, e funziona con la stessa logica del calcio vero: servono due miniature difendenti fra l’attaccante e la linea di porta. Se non ci sono, l’attaccante è in posizione irregolare.

La differenza è deliziosa: qui il fuorigioco si chiama. Il difensore lo segnala a voce e l’attaccante deve arretrare la miniatura in posizione regolare. Non c’è VAR, non c’è arbitro nelle partite fra amici: c’è una parola detta ad alta voce e un dito che sposta un giocatore indietro di due centimetri. È il momento più educato di tutto lo sport.

Le regole del subbuteo che nessuno ti spiega la prima volta

Ci sono un pugno di dettagli che non stanno nelle istruzioni della scatola e che fanno la differenza fra giocare e litigare.

  • Il portiere si muove solo con l’asta. Non lo si prende con le dita, non lo si appoggia dove serve. Se la porta è vuota, è colpa tua.
  • Nel calcio da tavolo sportivo le punizioni sono tutte indirette. Non si segna direttamente su punizione: bisogna comunque costruire.
  • La pallina è in gioco finché non esce del tutto. Sulla linea è dentro, come nel calcio.
  • I tempi supplementari, quando servono, sono uno solo da 10 minuti — a morte improvvisa. Non due frazioni: uno, e finisce appena qualcuno segna.
  • Le miniature spostate per sbaglio si rimettono dov’erano. Vale il buon senso, e vale sempre a favore di chi non le ha toccate.

E un consiglio che non è una regola ma dovrebbe esserlo: prima di tirare in porta, dillo. Nel gioco di casa avvisare l’avversario perché possa sistemare il portiere è la convenzione che tiene in piedi tutte le partite fra fratelli del mondo.

Subbuteo e calcio da tavolo non sono la stessa cosa

Vale la pena dirlo chiaramente, perché in Italia si fa confusione ogni giorno. Subbuteo è il nome del gioco inglese messo in vendita da Peter Adolph nel 1947 — il nome viene dal latino *Falco subbuteo*, il lodolaio, perché il marchio "Hobby" non era registrabile. Calcio da tavolo è lo sport codificato che ne è nato: stesse dimensioni, materiali diversi, basi diverse, regolamento molto più severo.

La differenza pratica più grande è proprio quella regola madre: nel gioco da salotto ci si muove un po’ come capita, nello sport il difensore può muoversi soltanto dopo che la miniatura attaccante ha colpito la pallina. Se questa distinzione ti interessa, l’abbiamo raccontata per esteso in subbuteo, calcio da tavolo e calcio balilla, dove si spiega anche perché il balilla è tutt’altro gioco.

Come si allena chi gioca sul serio

Chi arriva da fuori pensa che l’allenamento sia tirare in porta mille volte. Non lo è. Chi gioca in federazione allena tre cose, in quest’ordine: l’avvicinamento (portare la miniatura a contatto della pallina senza spostarla troppo), il passaggio corto, e solo alla fine il tiro.

La quarta cosa non si allena con le dita ma con la testa, ed è leggere il turno successivo: dove resta la tua miniatura dopo il tocco conta quanto dove va la pallina. È lo stesso ragionamento del biliardo. Se ti interessa la meccanica del gesto, l’abbiamo smontata in the physics of the flick e in five flick tricks, entrambi in inglese.

Quanto dura una partita di subbuteo?

Nel regolamento sportivo, due tempi da 15 minuti, con un eventuale tempo supplementare unico da 10 minuti. In casa la durata è l’unica regola che nessuno ti contesterà mai.

Quanti tocchi posso fare di fila?

Continui a giocare finché la tua miniatura tocca la pallina, ma la stessa miniatura può giocarla al massimo tre volte consecutive: al quarto contatto deve intervenire un altro giocatore.

Da dove si può tirare in porta?

Solo quando la pallina ha superato per intero la linea di tiro, la curva davanti all’area. Prima di quella linea si può passare e spostare, non concludere.

Il fuorigioco vale anche nel subbuteo?

Sì. Servono due miniature difendenti fra l’attaccante e la linea di porta. Lo segnala a voce chi difende, e l’attaccante arretra la miniatura in posizione regolare.

Se il campo non ce l’hai ancora

Il modo migliore di imparare resta il panno verde, l’unghia e qualcuno seduto dall’altra parte del tavolo. Ma se in casa non c’è una scatola e la voglia di provare è adesso, Toy Soccer Cup è della stessa famiglia: gioco a turni, figure con base, e una fisica che prende sul serio l’angolo e la forza di ogni tocco. È gratis nel browser, senza scaricare niente.

E se invece la scatola in casa c’è, tirala fuori stasera. Vale più di qualunque schermo, compreso il nostro.

Fonti

  • FISTF, Sports Rules of Table Football — la regola 3.1.1 con i due tempi da quindici minuti e l’intervallo di 3-5, la regola 3.3.1.1 con i dieci minuti di morte improvvisa, la regola 5.2.1 con il limite di tre tocchi, la regola 7.1 con il tiro da dentro l’area di tiro, e la Parte III con la pallina da 2,2 cm e 1,5 g e le miniature fra 2,7 e 3,9 cm.

Correzione fatta in agosto 2026: le miniature non sono alte 2,5 cm — il regolamento fissa un intervallo fra 2,7 e 3,9 cm, base compresa. Scrivimi se trovi un altro errore.